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Un traverso alla Gorgone

Un traverso alla Gorgone

Pietro D'Addabbo

6 maggio 2007.
Cavita': Grotta della Gorgone
Capo-squadra: Giuseppe Montedoro
Squadra corsisti: Pietro D'Addabbo, Raffaele Longo
Seconda squadra (soccorso): Enzo D'Adduzio, Rosanna Laragione, Roberta Luisi
Localita': Minervino murgie

Eh si, tocca metterci anche una seconda squadra stavolta nella relazione! La storia comincia come sempre in sede, il venerdi' che precede l'uscita. C'e' la solita squadretta affiatata di grottaroli a far "cavaiola" allegramente. Qualcuno che si chiede dove andarsene la domenica e l'idea che spunta: il mitico e famigerato traverso della Gorgone non è stato ancora fatto, ci proviamo? Di questa grotta avevo sentito parlare dai giorni che hanno preceduto il corso che mi ha introdotto a questi mondi sotterranei. Nella mia immaginazione di pre-corsista, diventa la grotta bellissima e bastarda!!! Insomma la grotta che "te la devi fare prima o poi e vedrai perchè adesso non puoi". Finalmente e' il momento delle carte in tavola, andiamo e vediamo! Raccogliamo le idee e il materiale. In realta' il materiale da prendere è poco, la grotta è gia' tutta armata tranne il pozzetto d'ingresso, quindi ci concentriamo sulle idee. L'idea è che vogliamo andare a dare un'occhiata anche all'inesplorato, cioè quella finestra che fa "marameo" a tutti dall'altra parte del pozzo quasi vicino al fondo e che finora è stata inavvicinabile. L'ultima volta perchè ci si è dimenticati le punte del trapano per il traverso. Pigliamoci il trapano anche noi ("Mi raccomando le punte anche" "Ok prese in consegna"). E anelli cudè vrillè moschettoni corda cordini batterie ("Ben cariche?" "Sì, in un quarto d'ora ognuna") secondo sacco. ("Prese le punte?" "Sì, prese stavolta"). Calziamo la corda nel sacco e sopra tutto il resto ("L'avete la punta?" "Ne abbiamo due" "E perchè?" "Per ogni evenienza"). Carichiamo tutto in macchina ("Ma che lo chiedo se abbiamo preso le punte?" "No, non facciamo i rompi..." "Ok, sulla fiducia") e si torna in sede per l'ultima imperdibile mezz'ora di cavaiola speleo del venerdì, che tracima nel sabato ("Allora domani finalmente la Gorgone... ma anche il traverso?" "Si, soprattutto il traverso" "E le punte le avete?" "Sì, tranquillo").

Buona notte a tutti e salto temporale di 32 ore... pronti? Eccoci a domenica. Incontro di buon ora a Palese, partenza per Minervino quasi immediata ("Guarda che mi porto!" "Che è?" "Una punta di trapano" "Non ne abbiamo gia' due?" "Si, ma è per provarla, l'ho presa da poco" "Quando niente e quando tre... va beh, meglio cosi'"). Si arriva a destinazione e ci si prepara a scendere. Io e Raf abbiamo il nuovo materiale, lucido, lindo, sembriamo due manichini del catalogo Repetto, con tutti gli attrezzi luccicosi e i rossi e i gialli sparati a mille. Giuseppe invece si mimetizza di piu' con l'ambiente, specialmente col colore dell'aia della masseria dove ci siamo fermati con l'auto e a salutare il proprietario. Fa uno strano effetto sembrare marziani a se stessi e invece vedere qualcuno che dopo un tranquillo saluto, ti ignora bellamente e cordialmente continuando a pulire cicorie. Deve averne viste tantenella vita questo massaro, e altrettanti deve averne visti di speleo!!! Buona vita a te, saggio. Poi siamo pronti. Ultima formalita' lasciando l'auto, messaggio al Capo e alla Presidente, poi si spegne il cell. Gia' so che la Presidente mi squillera' e al ritorno accenderò il cell. Il solo riaccendere il cell significhera' ricevere e mandarle in automatico notifica che, si', siamo fuori dalla grotta e ho riacceso il cell... quindi aspettati notizie a breve. Al solo disturbo di digitare il PIN. :) Si va ad armare l'ingresso frazionando su albero, si aspetta ("Miii, sta tuta nuova al sole ti cuoce le uova alla coque!") pazientemente il proprio turno, che la Gorgone scarica, e non acqua ma fiumi di pietrisco al minimo urto imprevisto. Per questo e' bastarda. E anche perchè di solito è umida, molto umida, praticamente una forra col tetto. Insomma bastarda dentro. Ma stavolta e' davvero clemente. Nonostante le piogge passate e quelle previste tutto sara' asciutto tranne il fondo. Procediamo col programma. Scendiamo fin quasi al fondo, mettiamo in sicura il punto della corda rotto dall'attrito sulla roccia. Per farlo ci occorre il trapano, la prima occasione oggi. Si tira fuori il trapano, si attacca la batteria ("Bella, c'e' pure il led per vedere meglio dove buchi!), si prendono le punte del Gruppo... correggo... si cercano le punte del Gruppo... sacco trapano sacchetto d'armo sacchetto spit sacchetto fix scalza la corda sacco grande ricalza lacorda chiedi al sacco viveri disperdi viveri riassembla viveri risposta negativa ci siamo cascati anche noi ("Acc... dannaz... malediz..." "La prossima volta, a costo di rompere, controllo da solo tre volte, al posto che chiedere due..." "Eppure le ho prese, mi ricordo...") Per fortuna c'è la terza punta da provare, che però ora è l'unica e sola. Cantiamo un'ode alla punta e una al led della batteria (va beh, esagero) perchè vada tutto bene... e va! La corda sfrangiata e' sistemata guadagnando poca corda, tanto tempo perso causa punte introvabili. Comunque ora la via e' sicura, al ritorno la risistemeremo a partire dal fondo. Si va dritti al fondo, e lì tra tantissimo fango finalmente acqua, pozzette ferme. Lo stillicidio e' veramente poco, inverno troppo secco quest'anno. Mangiamo, facciamo il te'. Non ce ne sarebbe bisogno, la grotta non e' da Alburni, ne' freddo ne' acqua da essere bagnati, almeno per oggi. Miti e leggende della Gorgone, la bellissima e bastarda, si arricchiscono. Risaliamo lentamente, ogni frazionamento Giuseppe deve recuperare corda per sistemare al meglio quello piu' in alto. Puntiamo anche a fare il traverso, e lo facciamo. Trapano punta batteria suona la roccia buco non buco poi scende e poi detriti e niente da fare di qui caliamoci dall'alto, traverso a cinque metri sopra la finestra e poi scenderle dentro, e buca 1 e buca 2 e buca 3 e forse puoi bucare l'altra parete e approvato e buca e "deviatore in quel punto è meglio?" e scendi e pendola e nessun appiglio su roccia friabile, e finalmente eccone uno e buca e nuova corda e illumina pozzetto e tutto chiuso dopo soli 4 metri. Capitolo chiuso, e' tempo di risalire. Uno alla volta, per carita'. Anche se clemente la Gorgone resta bastarda, in discesa e in salita.

E al fin giungemmo a riveder le stelle... ("come stelle..." "eh si sono le undici..." "corriamo che la mamma di Raffaele potrebbe preoccuparsi" "correre? ma l'hai vista la foschia?"). Bello camminare in un sentiero nel grano, foschia tutt'attorno, luce speleo alle spalle e un'ombra, gigantesca, tua, che si disegna sulla foschia e ti precede. Alla fine guadagnamo la macchina, cominciamo a cambiarci (ma quando siamo entrati le tute non erano rosse?) e subito mano ai cellulari. La madre di Raffaele e' tranquilla, il mio cellulare invece scotta,,, dagli sms di notifica. Capo, Presidente, zia Berta, numeri sconosciuti... Va beh, uno alla volta, messaggio per dire che il traverso è fatto e la Gorgone domata una volta di piu'. Invece in quell'istante arriva la cavalleria. Dodici ore di grotta hanno allertato il soccorso, anzi, il Soccorso. I nostri Babbo e Mamma speleo hanno allertato gli altri. Non avevamo dato orari di rientro, ma in effetti sapevamo che la nostra permanenza in grotta era stimata in 10 ore. Due ore mi sembrava un ritardo veniale, da quel giorno so che non e' cosi'. Pensare che all'uscita in due abbiamo aspettato il terzo per andare alle auto. Prossima volta prima cosa avvisare che uno e' fuori, seconda cosa avvisare che tutti sono fuori. Cosi' il soccorso dorme tranquillo. Insomma, ci ritroviamo scortati mentre ci cambiamo dalle chiacchiere e domande e risate nervose del Capo e di zia Berta, mentre gli altri del soccorso restano a casa aggiornati e tranquillizzati dal Capo via cell. Bello sapere che l'assistenza funziona, dispiace aver procurato un falso allarme e tanta preoccupazione. La Gorgone ha trovato un nuovo, subdolo modo di essere bastarda... essere clemente e lasciarsi esplorare! La Gorgone e' sempre li'. E' stata bastarda anche con la squadra disarmo, e inventandosi l'ennesimo nuovo modo per giunta, ma questa e' un'altra storia. Quel che va imparato invece, e' che in qualunque "buco" vi calerete, dovrete essere vigili… di piu' se vi sembrera' clemente! E in bocca alla grotta a tutti!